Autotrazione

Biometano
nei distributori

L’unità GM è affiancabile a distributori esistenti o di nuova realizzazione. Inoltre il biometano può essere miscelato con il metano per autotrazione, permettendo il raggiungimento degli obiettivi di miscelazione per i biocarburanti. Inoltre può essere prodotto e immagazzinato per coprire punti di distribuzione di metano per autotrazione non raggiunti dalla rete.

Differenze
con il metano

Il Biometano è un combustibile che può essere utilizzato, senza alcuna modifica ai motori, negli stessi veicoli che oggi impiegano il metano di origine fossile. Il biometano infatti, dal punto di vista delle proprietà chimico fisiche, non si differenzia dal gas naturale. Entrambi i gas sono composti per la maggior parte da CH4.

Perchè scegliere
il biometano?

Nel complesso, i costi del biometano sono in genere superiori a quelli del gas naturale, ma le caratteristiche di fonte rinnovabile che valorizza le risorse agricole ed in particolare i residui ed i sottoprodotti rende interessante il suo sviluppo. In alcuni casi la sostenibilità ambientale si accompagna a quella economica.

 
 

Ad esempio, nell’autotrazione il biometano prodotto dalla Forsu può essere competitivo con il prezzo del gas naturale al distributore; le aziende di servizi ambientali che raccolgono la Forsu possono quindi sviluppare impianti per la produzione di biometano per alimentare la propria flotta di automezzi

Biocombustibili
a confronto

Nel settore dei trasporti, se allo stato attuale l’utilizzo di un’auto a metano consente un risparmio di emissioni del 21% e del 24% rispetto al diesel e alla benzina, in futuro una miscela con il 20% di biometano potrebbe consentire un’ulteriore riduzione del 19%. Un veicolo se alimentato al 100% di biometano emette “solo” 5 gCO2eq/km come una vettura elettrica. L’analisi sui prodotti da biomassa ha messo

 
 

a confronto la resa in chilometri per ettaro dei vari combustibili di origine agricola: un ettaro di coltura energetica fatta fermentare per ricavarne il biometano permette di percorrere 67.700 km, un valore circa triplo rispetto al biodiesel (23.300 km) e al bioetanolo (22.400 km). [Fonte: Osservatorio Agroenergia -Il Biometano. Potenzialità, economics e prospettive di sviluppo]

Biocombustibili a confronto:

Biometano
67600 Km
Olio di Colza
23300 Km
Biodiesel
23300 Km
Bioetanolo
22400 Km
Fonte: Fachagentur Nachwachsende Rohstoffe e.V (FNR)
Consumo di carburante: Otto 7,4 l/km, Diesel 6,1 l/100 km

Immissione nella
rete nazionale

Il biometano, dopo opportuna deumidificazione, correzione dell’indice di Wobbe ed odorizzazione, può essere immesso nella rete di distribuzione del gas naturale a cui sono allacciate le varie utenze, civili ed industriali. A seconda della zona di installazione e della classe della rete più vicina per l’allaccio sarà necessario comprimere o laminare
il biometano prodotto dall’unità GM. La pressione di uscita dall’unità GM, includendo l’unità di deumidificazione, ne permette l’immissione in molte reti di distribuzione senza ulteriore compressione a differenza delle tecnologie di upgrading a bassa pressione. L'impiego di feedstock nazionali rende il biometano un

 
 

elemento da non trascurare nel disegno di una strategia energetica che punti a ridurre la dipendenza dall'estero. In questo caso l'immissione nella rete del gas è un'opzione da considerare, come già fatto da altri Paesi. [Fonte: Osservatorio Agroenergia -Il Biometano. Potenzialità, economics e prospettive di sviluppo]

 

Il biometano, una volta immesso nella rete del gas naturale, può essere utilizzato da centrali di cogenerazione (produzione congiunta di energia elettrica e termica) con una maggiore efficienza energetica ed un migliore sfruttamento del calore rispetto alla cogenerazione “in situ”. Inoltre la
cogenerazione con biometano, rispetto al biogas, può avere da una parte un’efficienza maggiore e dall’altra consentire una maggiore durata degli apparecchi utilizzatori, data la maggior purezza del gas. [Fonte: Osservatorio Agroenergia -Il Biometano. Potenzialità, economics e prospettive di sviluppo].

 

La maggior efficienza energetica del biometano rispetto al biogas è ancor più significativa considerando che l\’attuale produzione di biogas avviene in impianti decentralizzati, in cui spesso l\’energia termica prodotta dal cogeneratore non trova modalità efficienti di utilizzazione.

Riutilizzo

L\’anidride carbonica in uscita dall’impianto GM è un gas al 99,9% di CO2; anziché essere scaricata in atmosfera, come accade per la maggior parte delle tecnologie di purificazione del biogas presenti sul mercato,

 

può essere agevolmente trattata e liquefatta per poi essere immessa sul mercato, anche per scopi alimentari. GM è in grado di fornire tale unità di recupero CO2, in base alle specifiche esigenze del cliente.

Applicazioni

Nell\’industria alimentare e delle bevande, l\’anidride carbonica è impiegata per la gasatura e come gas di spinta nelle bevande, per la termoregolazione e il raffreddamento degli alimenti, per la surgelazione criogenica, per i trasporti refrigerati, ecc... Nella lavorazione dei metalli, l\’anidride carbonica è impiegata quale gas protettivo nel processo di saldatura

 

ad arco elettrico. Nell\’industria florovivaistica, l\’anidride carbonica è impiegata per la crescita delle piante ottenendo piante più sane, accelerando la crescita e riducendo, di conseguenza, i costi operativi. Altre applicazioni si trovano nell\’industria della carta, nel trattamento delle acque, nella pulizia criogenica e per l\’estinzione degli incendi.
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